La sera
Sola.
Ammiro con rinnovato stupore
la foresta che si colora di notte.
Tra enigmatiche forme di rovo,
che pungono lo sguardo,
e nugoli di vivaci ginestre…
mi siedo
ad ascoltare le parole
confuse e veloci del fiume.
Finalmente sola.
Risento il vecchio odore d’infanzia
lo scrosciare acuto dell’acqua
che ripercorre i tessuti stanchi.
Gioia primordiale
è lo sguardo onnisciente
che la natura mi volge,
e il cipresso languido piange
al primo vento della sera
e pure l’abete irsuto
sibila tagliente una melodia affettata.
Ancora sola.
Il cuore sembra cadere davanti a tanta bellezza.
L’antico fiume scioglie ancora la sua infinita litania
che sa di quotidiana saggezza,
di foglie morte di freschezza.
Mi abbandono ora al tempo
immortale
seppur scandito dalla voce ancestrale del mondo
che sibila azzurro
un ultimo sentimento di pace.



Davvero bella come poesia…rosario